Fortunato, e incomparabilmente più felice

11057799_10206695608733140_4596613088012456254_n

(Cristian R., fotografo “ufficiale” degli Old Monza, scrive sul suo wall di Facebook)

Cosa vedete?

Giocatori… forse calciatori? Direi di no! Sono schierati, abbracciati uno con l’altro senza distinzione di maglia (atteggiamento difficile da vedere nel mondo della palla rotonda a fine partita).
Sono massicci (o appesantiti), impolverati, con maglie imbrattate… possono essere solo rugbisti.

Cade subito l’occhio sulle maglie “Signori coi Signori, merde con le merde”… sui calzettoni la scritta “OLD MONZA” e proprio in mezzo, il tatuaggio dell’elefante con la palla, logo del Rugby Monza.

Ma chi sono gli avversari? Ci sono italiani, stranieri, persone diverse… sulle maglie nessuna indicazione, ma un tatuaggio dovrebbe dare qualche indizio: “Solo Dio mi può giudicare”.

Sullo sfondo delle reti e oltre la rete un muro… oltre al muro, la libertà.

E’ questa l’immagine che porto a casa da questa mattinata che ha visto gli Old del Rugby Monza ospiti presso la Casa Circondariale di Monza in una partitella con la squadra dei detenuti.

Difficile entrare per fare qualche foto, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Peccato non poter pubblicare tutto per ovvi motivi di privacy. Non tanto per poter dire “ho fatto delle foto dentro un carcere”, ma per poter testimoniare che iniziative belle, interessanti e vere ci sono e questa ne è un chiaro esempio.

Bravi ragazzi!!!!


(Carlo C., Kowalski per i suoi amici e fratelli di campo, scrive questa mail a tutti noi)
 

Grazie Panda.
Grazie Shaky, Grigio, Chiquita, Abe, Trentasette, Zizzu, Carpincho. Grazie a Sinti, Roberta e Francesco. Grazie al Fotografo. Grazie a tutti coloro dietro a questo progetto (Geddo, Monia e tanti altri).
Grazie di avermi regalato la possibilità di restituire un poco quello che il Rugby mi ha regalato in tutti questi anni.
Rugby: sostegno. E oggi ho potuto comprenderlo un po’ di più. Dare un briciolo del mio tempo, per di più per fare quello che mi diverte di più al mondo (in compagnia maschile) e vedere il sorriso dei ragazzi, sentire i loro ringraziamenti… Sono io che devo ringraziare loro oltre alla Panda: per avermi fatto capire una volta di più  quanto sono fortunato e incomparabilmente felice.
Grazie ai miei compagni – e ai nostri “avversari” oggi pomeriggio sono molto ma molto più ricco di quando mi sono svegliato.
Ricco dentro!
Precedente Elogio della follia (Old Rugby) Successivo Le interviste del Blog: Shaki